Senatore Franco Servello
 
01-07-2002
IL CASO DEL COMANDANTE DEI BERSAGLIERI
L'interrogazione del 6 settembre 2001

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Difesa


Premesso che:
- nel solco dei valori espressi dal 2° Reggimento Bersaglieri di Legnano si colloca un episodio che ha investito, in tutta la sua crudezza, un Ufficiale di detto Reggimento, insignito, lo scorso 4 maggio, della Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito;
- il Capitano Roberto Como, in seguito ad un suo eroico gesto (per salvare un bersagliere che aveva maldestramente lanciato una bomba a mano) oggi vive, con tanta forza d'animo ed una incrollabile fede nell'Organizzazione militare, privo dell'avambraccio destro, della mano sinistra e di un occhio, persi a causa della deflagrazione;
- la giovane moglie, all'ottavo mese di gravidanza all'epoca dell'incidente, ha sempre accudito il marito, bisognevole di un'assistenza assidua e delicatissima sotto il profilo sia fisico che psicologico;
- che la Signora Como ha dato alla luce il secondogenito presso l'Ospedale di Torino, dove veniva assistito il marito dall' equipe medica;
- oggi, malgrado ogni forma di assistenza e di supporto psicologico e/o logistico, fornito al Capitano Como, con viva partecipazione, dagli Ufficiali del 2° Reggimento, il quadro familiare appare compromesso dalla perdita del posto di lavoro da parte della Signora Paola, laureata in Chimica;
- il Capitano Como, per qualità morale e fortissima vocazione militare (che affonda le radici nella sua adolescenza presso l'Istituto Nunziatella), oggi, malgrado la carriera militare gli abbia riservato un destino così crudele, chiede di continuare il suo impegno all'interno dell'Organizzazione militare, presso un Presidio Territoriale o un Grande Comando, nella posizione di "Ruolo d'Onore";
- a questi livelli esiste una presenza significativa di personale dipendente civile del Ministero della difesa;
- l'ideale, per la Signora Paola Como, potrebbe essere un impiego presso la Scuola Militare "Teuliè" in Milano;

l'interrogante chiede di conoscere quali provvedimenti urgenti si intenda adottare e se si ritenga di disporre, in alternativa ad altre scelte, eventualmente dimostratesi non praticabili, l'assegnazione alla Signora Como di una posizione di lavoro organica nello stesso Quartier Generale del valoroso Ufficiale, per realizzare le migliori condizioni possibili di lavoro produttivo e di grande utilità che entrambi sono in grado di dare all'Organizzazione militare e, al tempo stesso, creare condizioni di continuità di rapporto, anche sul posto di lavoro, altrettanto qualificante e fornire un auspicabile ausilio per sollevare il morale ed aiutare il menage familiare, con riflessi indotti di utile promozione umana della Forza Armata.

Sen. Franco Servello

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La risposta del Ministro della Difesa del 5 giugno 2002

MINISTERO DELLA DIFESA
Gabinetto del Ministro
Roma, 5 Giugno 2002

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta del Senatore SERVELLO n. 4-00362

All'Onorevole Senatore SERVELLO

SENATO DELLA REPUBBLICA e, per conoscenza:
SENATO DELLA REPUBBLICA - Segretario Generale
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - Dipartimento Rapporti con il Parlamento
CAMERA DEI DEPUTATI - Servizio Documentazione Automatica

RISPOSTA: Il Capitano Roberto Como, già in Forza Assente al Distretto Militare di Milano dal 20 febbraio 2001, attualmente risulta ancora in tale posizione. Infatti, in data 14 febbraio 2002, inviato a cura del citato ente alla Commissione Medico Ospedaliera per essere sottoposto ad accertamenti medico-legali, è stato dimesso il giorno successivo con provvedimento di "non idoneo temporaneamente al servizio militare per giorni 210" per infermità "si" dipendente da causa di servizio. Stante tale situazione, non si sono ancora concretizzate le condizioni per l'avvio dell'istruttoria delle pratiche per il trattamento pensionistico privilegiato, la cui titolarità, insieme al collocamento in congedo assoluto per riconosciuta inabilità permanente al servizio militare incondizionato, rappresenta condizione indispensabile per l'iscrizione nel Ruolo d'Onore (art. 116 legge 10.04.1954, n. 113). Peraltro, quando saranno realizzate le condizioni di legge e potrà, quindi, essere conseguita l'iscrizione in detto ruolo, per il Capitano Como si potrebbe configurare la prospettiva di essere richiamato in servizio, con il suo consenso, per svolgere "solo" incarichi compatibili con il proprio profilo sanitario.
Ciò premesso, circa la possibilità di impiego della moglie dell'ufficiale, si rappresenta che, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (art. 35 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n.165), la provvista di personale nelle pubbliche amministrazioni, a prescindere dalla possibilità di partecipare alle procedure concorsuali pubbliche in occasioni di specifici bandi di reclutamento pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, può avvenire mediante:
- avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifica professionalità;
- chiamata numerica degli iscritti nelle apposite liste di collocamento presso gli Uffici competenti, formate dagli appartenenti alle categorie disciplinate dalla legge 12 marzo 1999 n.68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili;
- chiamata diretta e nominativa, per il coniuge superstite e per i figli del personale delle Forze armate, delle Forse dell'ordine, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e del personale della Polizia municipale deceduto nell'espletamento del servizio, nonché delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di cui alla legge 13 agosto 1980 n. 466, sulla base delle percentuali di assunzioni previste.
Nel precisare che, in questi ultimi casi, si tratta di assunzioni limitate ai quantitativi previsti dalla normativa, per la Signora Como, allo stato, non possono comunque essere prese in considerazione tali possibilità:
in un caso per mancanza della condizione di diritto, ossia il decesso del consorte nell'espletamento del servizio, nell'altro (legge 68/99), in quanto l'assunzione è subordinata al riconoscimento, per il marito, della qualifica di "grande invalido per servizio", che viene attribuita "ex-lege" ai titolari di pensione o di assegno rinnovabile privilegiati ordinari, per lesioni o infermità ascritte alla prima categoria, con o senza assegno di superinvalidità (art. 7 della legge 26 gennaio 1980 n.9).
Alla luce di quanto illustrato, duole dover rappresentare che, nell'immediato, l'assegnazione di una posizione di lavoro alla signora Como presso l'Amministrazione della Difesa, in conseguenza dell'incidente del consorte, non appare percorribile.
Vi sono, infatti, fattori oggettivi che impediscono di attivare ogni utile procedura al riguardo.

IL MINISTRO

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La lettera di Servello all'Onorevole Antonio Martino del 24 giugno 2002

Caro Ministro
mi rivolgo, prima ancora che alla Tua competenza, alla Tua sensibilità, per sottoporTi il caso dell'eroico capitano dei Bersaglieri Roberto Como, che, a seguito di un suo atto di coraggio (per salvare un bersagliere che aveva maldestramente lanciato una bomba a mano) oggi vive, con tanta forza d'animo e un'incrollabile fede nell'organizzazione militare, privo dell'avambraccio destro, della mano sinistra e di un occhio, persi a causa della deflagrazione.
Segnalatomi il caso da rappresentanti del 2° Reggimento Bersaglieri di Legnano, ho rivolto a suo tempo un'interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro della Difesa facendo presente che, per assistere il marito, la signora Paola Como, laureata in Chimica, aveva dovuto rinunciare al suo posto di lavoro, e sollecitando una adeguata sistemazione della signora presso la Scuola Militare "Teulié" di Milano.
Ne ho ottenuto una burocratica risposta, il cui succo è che l'assunzione della signora per il momento non è possibile "essendo essa subordinata al riconoscimento, per il marito, della qualifica di grande invalido per servizio".
La presente lettera ha lo scopo di chiederTi di rimuovere ogni ostacolo burocratico in modo da garantire a questo eroe, un futuro decoroso.
Ti ricordo, in proposito, che il capitano Como, malgrado la carriera militare gli abbia riservato un destino così crudele, chiede di poter continuare il suo impegno all'interno dell'Organizzazione militare, presso un Presidio territoriale o un Grande Comando, nella posizione di "Ruolo d'onore".
Credo sia nostro dovere agire nel senso indicato e non dubito minimamente della Tua sensibilità patriottica e umana.
Con stima e affetto.

Franco SERVELLO

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L'articolo del "Corriere della Sera" del 26 giugno 2002

Servello chiede al ministro Martino d'intervenire sulla vicenda del bersagliere medaglia d'oro

La pensione dell'eroe può attendere
Non ancora definito l'indennizzo all'ufficiale rimasto mutilato due anni fa per salvare una recluta
Per il capitano dei bersaglieri Roberto Como, decorato con la medaglia al valore dell'Esercito, la giustizia può attendere. Il ministero della Difesa ha risposto all'interrogazione parlamentare sul caso dell' "eroe dimenticato" di Monza, presentata dal senatore di An Franco Servello.
Ma ci sono voluti Nove mesi e l'intervento del presidente del Senato, Marcello Pera, solleci- tato dallo stesso Servello nel marzo scorso. Due anni fa, l'allora ventottenne tenente-istruttore Como salvò la vita a una recluta che aveva lanciato male una bomba a mano. Nell'esplosione, il graduato perse la mano destra e l'occhio sinistro e delle dita della mano sinistra gli rimangono solo le prime falangi, che non riesce a muovere. Da allora, per lui, la moglie e i due figli piccoli è iniziata una serie infinita di problemi burocratici e di lavoro, che si sono aggiunti all'incertezza sul risar- cimento dei danni e sugli eventuali benefici da parte dello Stato. Di questo, aveva chiesto conto il senatore Servello. E la risposta non poteva essere più burocratica e scontata.
Il ministero fa presente che l'ufficiale si trova ancora in convalescenza fino a settembre "per infermità dipendente da causa di servizio".
Solo allora, e soltanto dopo l'esame della commissione medico-legale, sarà possibile avviare le pratiche per la pensione privilegiata, l'equo indennizzo e i benefici alla famiglia. Dunque, nemmeno la moglie, Paola Gilotta, 30 anni come il marito, laureata in chimica, può aspirare ad un posto di lavoro nell'amministrazione dello Stato. Già al rientro dalla seconda maternità la donna era stata licenziata.
Adesso è in attesa di un altro bimbo e sembra che perderà un'altra volta il posto di lavoro. E le difficoltà ricominceranno. Per questo motivo, il parlamentare di An ha preso di nuovo carta e penna e ha scritto alministro della Difesa, Antonio Martino. "Mi rivolgo, prima ancora che alla Tua competenza, alla Tua sensibilità - scrive Servello - per chiederti di rimuovere ogni ostacolo burocratico in modo da garantire a questo eroe un futuro decoroso".


Milano, 01 luglio 2002...